Hanno parlato o scritto in relazione alle opere
dell’Artista i seguenti Critici d’Arte:
- Rota
- Silanos
- Martucci
- Aoristias
- Gallinaro
- Galli
- Malì
- Bonan
- Schiroli
- Guarnieri
- Alù
Vengono di seguito riportate alcune presentazioni e note
critiche apparse sulla stampa:
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Presentazione del critico Gianluigi Guarneri
Personale
dell'artista a Cremona
presso galleria Immagini Spazio Arte - Ottobre 2008
Definirei
l'Arte di Bruno Greco iperreale e nel contempo stesso
metafisica.
Una realtà"altra che a tratti sublima nel sogno o in quello
che noi ricordiamo o
verremmo ricordare di un sogno. Tutto si fa silenzio ,il
cielo , il mare ,i prati, le
architetture. Una dimensione dove la perfezione non
stona,anzi,diviene vettore
unico che determina un'idilliaca armonia.
Un'armonia che si fa legame , filo conduttore ,condizione
essenziale di un
mondo da sempre cercato , oasi dell'io,legame
spirituale,sentimento.
Osservando le sue opere si ha quasi il desiderio di
entrarvi,di condividere e
assaporare istanti di incommensurabile purezza , di vagare
per quei paesaggi
come un viandante ,nella consapevolezza che in quei luoghi
puoi solo
incontrare limpide atmosfere di raffinata oggettività.
Il bello o almeno quel concetto che si ha del bello si fa
sublime , senza
determinare frenetiche o vibranti palpitazioni ma per
confermare quella
dimensione di pura e pacata riflessione e ammirazione nei
confronti del
creato.Un creato ,dove i colori sono come amplificati,
reinventati , colmi di una
luce nuova proveniente dalle sensibilissime profondità
dell'animo. Nulla è fuori
dal suo contesto ,le tonalità cromatiche sono quelle che ti
aspetti , le forme sono
equilibrate e proporzionate , le pennellate colte e
diversificate.
Domenica 21 Settembre 2008 presso la Galleria Immagine di
Cremona
un attento pubblico ha potuto ammirare le opere di Bruno
Greco rimanendone
profondamente colpito.
Una pittura di grande respiro , una pittura viva ,che ci
racconta un mondo
idealizzato ma vicino a una realtà fattibile , dove il
rispetto per la natura , il
concetto stesso di natura e colore traspare in ogni
frammento materico.Queste
sinfonie cromatiche generano atmosfere di rara poesia e
diventano icone
rivelatrici di un cammino che l'uomo moderno dovrà
assolutamente percorrere
se vorrà salvare se stesso e donare ai suoi figli quello
che a lui è stato
tramandato. Nei dipinti affiora palpabile questo messaggio
di ammirazione e
profondo rispetto nei confronti del creato ,dove ogni cosa
viva o inanimata ha
pari dignità .Nelle opere di Bruno Greco un paesaggio non è
solo la sintesi di
ricercati effetti pittorici ma una sensibile ed equilibrata
rappresentazione di
tensioni psicologiche .Tensioni che vengono enfatizzate da
complessi e onirici
rapporti tra oggetti ed atmosfere che sublimano in una
dimensione atemporale
ai confini di una silente poesia interiore
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Presentazione del
critico Luciana Schiroli
Personale dell’artista a
Legnano
Centro Culturale S.Magno – Novembre 2007
Dalla poesia
dell’immagine all’emozione dell’essere.
Questo è il
tempo.
La percezione del reale è sotterranea a tutta la produzione
pittorica di Bruno Greco che, nel corso della sua ricerca
artistica, si è solo apparentemente discosto da quel
quotidiano visto e vissuto in profondità.
Indubbiamente, le “figure” e i “paesaggi” sono strettamente
legati alla visione della natura intesa come spazio
infinito dove uomini e cose vivono in equilibrio e armonia:
una pittura – si direbbe – colta, fatta di pennellate
larghe e ravvicinate per indagare sguardi e moti
dell’animo, spazi ampi e dilatati dove acqua e cielo si
confondono in un unico inno al creato.
Ritmi melodici, leggermente mossi da contrappunti
cromatici, da improvvise scaglie di luce e riflessi d’oro e
d’argento. Anche il paesaggio invernale, assopito sotto una
cerulea coltre nevosa, tradisce presenze nascoste e arcane,
che indagano il mistero della natura e dell’intero
universo. In poche sequenze di tetti, di comignoli e di
fronde appesantite, il senso della totalità e con essa, il
leggero smarrimento che l’effimero prova di fronte al
silenzio, all’assoluto.
Ed è questa consonanza di sentimenti e di ritmi, di pause e
di intrecci, di pensieri e di moti del cuore e della mente
a condurre gradualmente Bruno Greco alla stesura di strette
campiture cromatiche che si sommano e s’incontrano in un
gioco chiaroscurale di forte effetto espressionista, come
sta a dimostrare il “tramonto sulle risaie” del 2004.
Quella figurazione, prima così esaltata da tocchi
luministici e da effetti chiaroscurali, diventa ben presto
lo strumento di una semplificazione che trova nelle Serie
Brown 777 la sua sintesi più compiuta.
Della percezione del reale resta il titolo dell’opera che
acquista via via una sua propria autonomia: e gli spazi
geometrici, triangoli o rombi che siano, quadrati o figure
irregolari, altro non sono che puri ritmi che si
confrontano nello spazio in modo dinamico e a volte
vertiginoso.
Anche se ad una visione ravvicinata, il colore rivela la
sua matericità e la sua concreta corporeità, sono le
scansioni cromatiche a dominare il campo in un vitale
caleidoscopio di luci.
Se “nel mio sogno…nevica” palese è la compresenza dei due
elementi che si ravvicinano in una duplice tensione, in
“temporale sui campi” la tensione verticale che procede
dall’alto si placa nelle linee orizzontali della parte
inferiore. Tra le due, lo spazio puro dell’aria e del
silenzio.
L’elemento pulsionale, quello che fa muovere e roteare le
scansioni, diventa magma ribollente nelle opere più
recenti, dove la forza dell’inconscio, del sostrato emotivo
e della spinta creativa esplode in un bagliore centrale
dirompente che diventa vortice circolare, ritmo vertiginoso
e frenetico che va oltre i limiti fisici della tela stessa:
la forza della pulsione diventa velocità segnica, gesto,
linea, colore soprattutto. Dal centro del nucleo primario
s’irradiano tensioni attive che diventano sonorità
musicali.
In altre opere, sempre dominate da nebulose di luce,
l’energia sembra placarsi in ritmi sempre circolari e
dinamici, ma più sereni e quieti.
La tensione sfibrante si è allentata e il rosso e il blu
lasciano il posto al verde e all’azzurro, scanditi in
gradazione cromatiche di intenso lirismo. E’ questo il
tempo del sogno e della felicità.
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Presentazione del critico Serena Bonan
Personale
dell'artista a Venezia e Bassano del
Grappa
presso galleria
Studio d'Arte Due - Maggio 2007
Immagini
vibranti di emozioni nei dipinti di Bruno Greco.
Rappresentazioni nitide nel colore e precise nei dettagli,
ma avvolte in un’atmosfera magica generata dalla dolcezza
dei soggetti e da una luce soffusa e vibrante.
Due anime convivono nello spirito di Greco, l’una
scientifica ( formatasi nel periodo liceale e affinatasi
nella fase universitaria ) e l’altra artistica. La prima
incasella la vita dell’artista in una griglia di scadenze e
impegni, la seconda lo rasserena, attendendo quieta ma
sempre vigile il momento di emergere.
Questa ambivalenza, caratteristica della natura di Greco,
si riflette nelle sue opere. Dai lavori, infatti, traspare
un acuto bisogno di ordine e di perfezione che si stempera
però in un genuino desiderio di dolcezza e umanità.
Le immagini, estrapolate dalla realtà più autentica, sono
fissate negli istanti di maggiore intensità. Un bagliore
misterioso illumina volti umani, animali e paesaggi; una
bellezza cristallina, un respiro profondo, una
consapevolezza penetrante li rendono icone di quel che di
bello c’è nel mondo.
Ed è proprio alla bellezza del creato che Bruno Greco
innalza la sua preghiera : una preghiera che è un’ode e un
ringraziamento; un augurio ed una speranza.
Il desiderio che ciò che c’è di bello e buono rimanga per
sempre tale, che colore ed armonia continuino a mitigare
buio e asprezza.
Un uomo che ha il coraggio di essere poeta ha generato
delle opere che hanno la forza dei sogni.
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Presentazione del critico M. Malì
Personale
dell'artista a Torino
presso galleria
La Telaccia - Marzo 2007
“ I luoghi
dell’anima”
L’artista Bruno Greco, seguendo un iter creativo
importante, racconta una dinamica figurativa di grande
qualità tecnica-stilistica in cui il linguaggio
naturalistico è al centro del suo operare.
Il suo è un percorso professionale notevole che descrive
una capacità emergente, infatti si può notare come la
figurazione dal sapore tradizionale venga sempre eseguita
con una impronta suggestiva.
Le opere intitolate “La barca ed il pescatore” e
“Passeggiando … con il cappello rosso” rappresentano in
modo indissolubile un’arte di grande respiro e comunicativa
: anche i soggetti invernali con le nevicate sui tetti
vivono di una sublime descrizione che spicca di talento. La
sua pittura risulta viva e abilissima, dove la natura
protagonista viene conclamata con un’attenta ed accurata
analisi sia grafica che cromatica.
Egli affronta così un’arte di grande realismo ed intensa
narrativa sempre con magistrale sensibilità soprattutto
fedele all’immagine, raccontando pertanto una
inter-pretativa impegnata, intrisa di valorosi contenuti.
Il Bruno Greco, attraverso il suo percorso artistico,
coglie non solo l’aspetto umano, di vitale importanza, ma
anche l’intensa poeticità dell’immagine. Solidità
prospettica e rigore disegnativi illustrano un’equilibrata
forza strutturale in cui la resa cromatica e la compiutezza
segnica dimostrano un’evidente maestria.
Assoluto e creativo nell’inventare nuovi linguaggi,
l’artista sperimenta anche un altro filone pittorico,
quello del tutto avanguardistico intitolato “Serie brown
B.G.”, dove il trionfo di colori, forme, segni e simboli,
composti e ricomposti, si materializza in un contesto
irreale di notevole abilità realizzativa.
Si avverte una pulsante identità pittorica, essa viene
costruita su una moltitudine di contenuti importanti e di
grande spessore artistico; all’insegna di una concreta
personalità e di un percorso illuminato di significato e di
alta progettalità. Le opere figurative verranno esposte
alla Galleria d’Arte La Telaccia insieme all’ultima
seriemoderna, molto originale in continua trasformazione.
La mostra rappresenterà un mondo meraviglioso che avrà lo
scopo di accogliere il fruitore in un’atmosfera di rara
bellezza, perché rispettosa dei cari luoghi dell’anima.
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Presentazione del
critico Luigi Galli
Personale dell’artista a Piacenza
Galleria “Atelier d’Arte di Braceschi” – Ottobre
2006
Bruno Greco ed il sentire poetico
Un pittore che ha una gran fortuna, Bruno Greco: quella di
essere un vero poeta.
Chi è poeta? Colui che sa immergersi nelle realtà, piccole
o grandi che siano, per trarne il senso profondo della
bellezza.
Bruno Greco passa per le vie del mondo con occhi incantati.
Non gli sfugge nulla di quanto possa destare una sensazione
complessa, ossia un’emozione che lo colpisca integralmente,
in tutta la persona. Allora, si commuove, come ogni vero
poeta, e pensa di catturare, di porre sulla tela,
quell’attimo, perché in qualche modo duri e testimoni che
l’armonia esiste, per chi la sa scoprire e per chi la vuol
ritrovare, magari partendo da un’opera d’arte.
La bellezza, per Greco, è un universale che si fa poesia.
Ed il poeta è colui che la rende attuale.
Greco non ha bisogno di classificazioni. Non avverte la
necessità di entrare in qualche corrente dell’arte moderna.
Quando la poesia lo raggiunge, egli distende sulla tela il
suo canto e basta. Da artista autentico, non si pone
problemi d’appartenenza. Segue, come tanti grandi, la voce
del suo talento e dipinge.
Ne vengono opere che, per chi guarda con l’occhio del
critico d’arte, si potrebbero definire iperrealiste. Ma
nella categoria ci stanno strette perché esprimono qualcosa
in più, un fascino che va oltre la razionalità
dell’iperrealista, un frammento caldo dell’anima che ha
visto e si è commossa.
Intendiamoci, Greco non è un naif dalla forza poetica, pure
dalle marcate ingenuità. Egli possiede mestiere, pratica
d’arte, abitudine al colore. E’ entrato anche nei meandri
delle tecniche, ha trovato quanto cercava, quindi ha
superato il mestiere per lasciar uscire, senza impacci, il
proprio mondo interiore.
Lo sguardo di questo poeta si estende su ogni motivo di
vita. E’ naturale. Ecco, allora, infuocati tramonti con
intensi riflessi sulle acque, oppure paesi nel silenzio di
un’abbondante nevicata, o anche verdi visioni della natura
in cui si muovono eleganti cigni.
L’uomo contemporaneo ha necessità di porsi innanzi a queste
opere. Rappresentano esse stacchi lirici che gli permettono
di superare le tante materialità di un mondo che rischia di
perdere il rigenerante canto poetico.
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Presentazione del
critico Giorgio Rota
Personale dell’artista a Busto Arsizio
presso Sala d’Arte del Santuario di S. Maria – Maggio
2006
Eterna giovinezza dell’anima. Tra profumo e mistero
dell’essere.
“L’accostarsi alla pittura da parte di Bruno Greco è
unicamente dettato dall’urgente necessità di trovare una
sorgente d’acqua fresca, ed, in essa, stemperare le
inquietudini di tutti i giorni ed anche dell’anima,
talvolta sospesa tra velata malinconia e mai sopiti
affanni, che, quasi sempre, sono illuminati dalla luce
della armonia e del richiamo alla vita.
Questa è agognata, sognata e ricercata nei suoi
innocenti e quotidiani piccoli passi incontro ad un
equilibrio insidiato dalla precarietà e dalla tentazione
del baratro, ma, soprattutto, è rasserenante dimensione di
pace e di stupita bellezza dinanzi al “paradiso
terrestre”del creato.
L’artista, il quale si sente appagato in una visione
del mondo e della natura serena e tranquilla, ci invita a
godere delle gioie nascoste e segrete che scaturiscono dal
problematico percorso del Mistero, che non è dato
conoscere, e ci comunica emozioni intense ed immediate.
Qui pare che tutto si
risolva in una suprema poesia degli affetti e delle memorie
e dell’armonia delle cose tutte tra loro, accentuate da un
cromatismo egregiamente equilibrato, che dà la giusta
dimensione e definisce quanto viene espresso nelle
creazioni.
Sarebbe errato considerare l’intimo dello spirito di
Greco come una forzata ricerca della “bellezza e
dell’armonia” a tutti i costi. Esso invece va inteso come
espressione di una maturazione interiore ( che diviene
anche pittorica ) e di anelito ad un dolce assopirsi della
sua anima.
Essa si “muove” tra invitanti fantasie d’amore e
gusto di una “rinascita” da una dimensione senza luce e
senza prospettive, che, peraltro, si risolve in
un’inebriante musica sul davanzale dei nostri sogni e di
quella indimenticabile ed indomabile illusione che il
vivere rappresenta.”
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Presentazione del
critico Giorgio Rota
Mensile “ Varese Mese “ – Aprile 2006
Alle origini della vita. Per credere e sognare.
Nell’interpretazione di quella stupenda favola
che è la vita, Bruno Greco rivela, in ogni creazione, siano
esse oli o ceramiche raku dagli esiti eccellenti, un
aspetto della sua anima e un moto dello spirito.
Questi ultimi rispecchiano un dolce soffio di
gioia di esistere e di purezza, le quali invitano a “
guardarsi dentro “ e a riflettere, all’esterno,
un’ininterrotta melodia di pace e d’amore, lontana da
angoscianti problematiche.
La precarietà e la fragilità che, spesso,
insidiano il vivere, sono riscattate da soggetti pittorici
( paesaggi, figure femminili e angoli della natura, dove
pare che il tempo si sia fermato e parli di fiabe lontane )
ricchi di luce.
E’ presente, quindi, nelle creazioni di Greco,
come un ritorno alle origini dell’esistenza, lieta e
serena, che si rinnova perennemente e che coincide colle
convinzioni dell’artista, poeta del fascino della vita e
cantore di una realtà che non avrà mai fine.
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Presentazione del
critico Aoristias
Mensile “Artecultura “- Milano - Ottobre 2005
Il primigenio in viola scandisce la spinta dell’immagine
figurale
La sua figurazione è indubbiamente una lucida
compenetrazione di realtà e sentimento. Fra le due
dimensioni Bruno Greco non osserva un contrasto, ma
un’unità spirituale che poi la pittura traduce in un
linguaggio “percettivo”. Da questo punto di vista alla
perfetta definizione delle forme
Si unisce la vibrazione del colore, limpidamente evocativo
come si evince nei suggestivi dipinti “ Tramonto a
Lanzarote, In … viola, Tramonto sulle risaie “.
Opere nelle quali il colore rivela la sua
vibrante poesia nell’intensità dei passaggi tonali che
imprimono particolari atmosfere alle rappresentazioni.
Un pregio nel linguaggio pittorico di Greco
consiste in una concezione estetica che alla limpida
definizione della forma non fa seguire il freddo distacco
dell’osservatore, quanto piuttosto il battito sensibile del
poeta che con quella realtà si immedesima e di cui si sente
partecipe.
Nella definizione espressiva delle sue immagini
la rappresentazione è impeccabile, pone in particolare
risalto la struttura del disegno, il suo plastico modulato.
La rappresentazione è nitida con un grado di
verosimiglianza che rasenta effetti di iperrealismo. Ma il
rigore dell’immagine si stempera nella poesia del colore,
nelle delicate vibrazioni atmosferiche.
Certamente la pittura di Greco assume i
contorni di una suggestiva e raffinata calibratura verista.
Tuttavia il “vero” che Greco presenta non è quello
dell’oggettiva documentazione, ma della realtà interiore,
che spesso sul piano espressivo sembra quasi sconfinare in
esiti di dolce neo-metafisica.
La sua pittura si consolida in una dimensione
formale decisamente anti-impressionista. Per Greco il
colore, la resa atmosferica, sono elementi decisivi della
pittura, ma non possono comunque annullare la stilizzazione
plastica dell’espressione.
La pittura di Greco si distende con un fare
morbido e quasi vellutato in cui il colore esprime la sua
affascinante tensione espressiva. La sua pittura si fonda
su un’integrazione fra valori luminosi e limpidezza della
forma.
Nel bellissimo “ Corsa di cavalli … con
nevicata notturna “ si ha modo di osservare il dinamismo
della sua pittura, la netta scansione del disegno,
l’intensità di un realismo suggestivo.
Per Greco la pittura si presenta
come un sensibile ed equilibrato rapporto tra
l’oggettività del reale e lo spazio interiore
dell’emozione. Nelle sue composizioni
la funzione della regola, la professionalità del mestiere
hanno una loro rilevante importanza. Tuttavia, pur essendo
tecnicamente squisito nelle sue realizzazioni, l’artista
non si abbandona alla ricerca del puro effetto pittorico,
al richiamo illustrativo. La sua pittura è interpretazione
della natura, del paesaggio, che viene trasfigurato dal
tonalismo raffinato del colore.
Nelle sue composizioni si avverte il dialogo
intimo, sincero, con la natura.
L’artista si avvale di una figurazione
naturale, priva di concettualismi o allegorie. Il suo
linguaggio, ancorché calibrato e denso,si rivela di
immediata tensione comunicativa.
Il suo dipinto è accurato, eppure sciolto. La
tecnica non sottopone l’immagine ad alcuna forzatura, ma è
quest’ultima ad entrare in sintonia con la prima.
Greco focalizza la rappresentazione con una
dolce fusione di realismo e psicologia. Per lui infatti la
realtà non va solo descritta, ma compresa nella sua
dimensione interiore che è quella per definizione più
sfuggente.
Ecco allora come il “vero” di Greco non si
presenta con i connotati della descrizione, ma con la
sensibilità della poesia, di una poesia che è scritta con
il colore, con i suoi mutevoli cambiamenti e non con parole
e frasi.
Esaminando più in profondità il suo figurativo
linguaggio si nota il pronunciato vigore del disegno. Per
l’artista la potenza espressiva dell’immagine non si
ottiene necessariamente dalla deformazione, dallo
sconvolgimento strutturale degli elementi compositivi.
Talvolta la figurazione, definita in un
particolare rapporto tra oggetto ed atmosfera, imprime
all’immagine una onirica vibrazione, ed è questa la strada
su cui saggiamente si incammina e, a ragione, persiste
l’artista.
Il linguaggio di Greco non si avvale di
esasperazioni, sembra suggerire più che evidenziare.
In tempi così poco inclini alla introspezione,
la pittura di Greco è un salutare viaggio nell’anima,
condotto con la lungimiranza del colore e della luce. La
pittura di Greco sa intervenire con delicatezza e lucidità
nel filtro della memoria. Le immagini sono raffinate, ma
senza affettazione.
Per Greco lo stile non è un problema
astrattamente formalistico, ma
in primo luogo il risultato di una penetrante
investigazione interiore.
Per questo nella sua pittura non si avverte la
ripetitività della “maniera”, ma la sfida continua che si
evolve dipinto dopo dipinto.
Ogni opera è un mondo a sé, dotata di una
propria individualità.
Greco non si disperde in un facile eclettismo,
non persegue i dettami della moda, ma rimane in sensibile
ascolto della sua personale ispirazione.
Un atteggiamento a lui congeniale, proprio
perché la sua pittura procede per meditata riflessione
senza estemporanee divagazioni.
La sua pittura si concentra sull’oggetto, lo
lascia vivere nella realtà della luce, la sola che per un
pittore veramente conti.
E nella quale Greco dimostra la sua elegante ed
intensa poesia del tempo.
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Presentazione del
critico Teodosio Martucci
Mensile “ Artecultura “- Milano – Settembre 2005
Rassegna “ Autunno padano “
La pittura di Greco, nella sua essenza più
autentica, rivela le sensazioni segrete dell’animo, i
pensieri che spingono l’uomo alla ricerca della personale
identità.
Su questa base, ad un tempo naturalistica e
metafisica, si dispone il nitido percorso pittorico di
Bruno Greco, di cui i due dipinti presenti alla rassegna,
ovvero “ Poesia d’autunno sul lago di Varese” e “ 8 con al
tramonto “, ne sono eloquente testimonianza.
Cromaticamente unitarie, le sue composizioni
lasciano intravedere il battito di una figurazione che si
incarna in una sobria espressione del sentimento.
Per Greco il colore diventa appunto emanazione
di un pensiero, sigillo di una sensazione che scorre al di
là del tempo storico, per quello, più bello ed intenso,
dell’animo.
Essenziale e rigorosa, la sua pittura diventa
elegia d’immagini in cui la natura svela i suoi aspetti più
suggestivi.
Greco non si ferma alla semplice osservazione ,
al puro rilevamento naturalistico. Quanto la natura offre
egli trasfigura nelle potenzialità della luce, nella
sorprendente poesia del colore. La sola che per un pittore
veramente conti.
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Presentazione del
critico Lidia Silanos
Mensile “ OK Arte “- Milano – Luglio 2005
Opera : “ Armonia … in movimento “
L’opera dà una visione liricizzata del vero, in
virtù della quale sia i volumi sia le scelte tonali tendono
ad una sintesi della visione in totale.
La scansione della luce è marcata dalle linee
guida in orizzontale che danno forza agli elementi
prospettici, volumetrici e spaziali.
Ne risulta un’organicità di costruzione e di
stesura, dalla quale traspare una sottile poetica, dove la
forza del colore prevale nella composizione degli aspetti
naturalistici e le suggestive visioni narrano ed evocano
ricordi e pensieri in armonia.
Opera : “ Tramonto sulle risaie “
L’opera presenta una stesura cromatica che
l’osservatore recepisce insieme alla lirica del colore.
L’impianto in orizzontale per piani sovrapposti
e la suddivisione delle zone contornate da alberi in
controluce danno forza al dipinto e i chiari-scuri della
sera lo impreziosiscono, mentre le ombre degli alberi si
allungano nell’acqua.
Composizione chiara ed equilibrata, dai colori
vivi e piuttosto accesi.
Una brillante capacità compositiva la
costruisce nello spazio prescelto e definito. I rossi, i
gialli e gli arancioni del tramonto colorano l’intero
soggetto e formano la trama di un dialogo con la natura.
L’artista riesce a cogliere le atmosfere,
rendendole vive perché conosce il linguaggio dei colori.
E’ opera di interpretazione paesaggistica e di
genuina poesia.
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Presentazione del
critico Giorgio Rota
Collettiva presso “Famiglia Legnanese”- Legnano – Dicembre
2004
Nell’appagante serenita’ delle “piccole cose”.
Il “fare arte” di Bruno Greco si affida unicamente alle
emozioni che il suo spirito avverte, ben lontano dalla
squallida attrazione di un mercimonio della pittura,
svuotata della sua vera essenza, di libertà, d’amore e di
messaggio di serena armonia.
L’artista canta la sommessa bellezza delle
“piccole cose” e le sue creazioni sono immerse in un’aurea
di serena rivisitazione dei moti del cuore, senza chimere,
inutili ed impossibili, di una “grandeur” che si fa sempre
il trucco per apparire più bella ed appetibile, ma che, in
realtà, è la maldestra ( e non riuscita) imitazione dei
valori della tradizione.
Greco scrive, nell’interminabile libro della
pittura, pagine interessanti e coinvolgenti, che si
ispirano ad un’arte paratattica e semplice, fonte di
emozioni sentite colla spontaneità del bimbo che trasmette
la sua immediata meraviglia dinanzi, appunto, alle “piccole
cose”; egli stesso effetto/causa di un mondo fiabesco ed
estraneo alle facili lusinghe di un arrivismo legato al
denaro, e, perciò, dimenticato dalle Muse.
Si avverte, nelle opere dell’artista, come
dipingere sia essenziale, per lui, per ritrovarsi in una
dimensione sempre nuova e stimolante, che dona gioia e fa
sempre di più apprezzare i sogni, eterni e che sublimano
l’umano, ed il profumo di violette di campagna, che non ci
abbandonano mai.
Sia che Greco si cimenti negli oli o nella
ceramica, è gradevole, quasi terapeutico, scoprire, assieme
al pittore, sempre nuove sensazioni, riconducibili alla
dolce quiete della natura, tra albe e tramonti che
arricchiscono e ci rendono sempre più padroni del nostro
“io”, negli aurorali spazi del mondo fatto a misura d’uomo
e cantico delle creature che lodano l’Onnipotente.
Pittura, quindi, dai sommessi sussurri, ma
anche dalla coraggiosa ricognizione nell’anima, ed in ciò
che ci contorna, per rinvenire una voce di tregua agli
affanni quotidiani, nella libertà dello spirito senza
confini e senza tempo.
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